Otto anni fa, quando ho iniziato a occuparmi di pagamenti nell’iGaming italiano, l’elenco dei concessionari AAMS si leggeva in un pomeriggio: poche decine di operatori, ragioni sociali stabili, nessuna riforma all’orizzonte. Oggi il quadro è cambiato così tanto che metà delle mail che ricevo riguardano la stessa domanda — “ma questo sito è davvero ADM?”. Nel 2025 l’ADM ha assegnato 52 nuove concessioni a 46 operatori distinti, fra cui 33 italiani e 13 stranieri, e questa lista è la base di tutto: senza il numero di concessione corretto, qualunque discorso su Postepay, bonus o KYC perde senso.
In questa guida ti spiego come funziona davvero la lista dei concessionari, dove la trovi, come la usi per evitare i siti illegali — e perché il fatto che un operatore sia “nei 46” non significa automaticamente che accetti la tua Postepay.
Cosa significa essere concessionario ADM
Mi è capitato di parlare con un giocatore convinto che “ADM” fosse una specie di certificazione che si comprava una tantum. Niente di più sbagliato. La concessione ADM è un contratto pubblico, vinto tramite gara, che autorizza una società a offrire gioco a distanza per nove anni in cambio di un canone fisso e di una percentuale sui ricavi.
Il valore di ciascuna concessione è oggi fissato a 37.137.464,54 euro, oltre al 3% sui ricavi annuali. Tradotto: chi entra nel mercato regolato lo fa con un investimento iniziale alto e con l’obbligo di pagare allo Stato una quota costante del proprio fatturato. Non è una situazione che attira improvvisatori. È una delle ragioni per cui mi fido molto più dell’elenco ufficiale che di qualunque “top 10 casinò” pubblicato online.
Il concessionario, in sostanza, è la società che firma il contratto con ADM. Può operare con un marchio commerciale diverso dalla ragione sociale — capita spessissimo. Ho visto siti con un nome accattivante e una ragione sociale completamente diversa in fondo alla pagina. Non è un problema, è la norma: il marchio è il volto, la concessione è il documento. Quando verifichi un sito, devi sempre confrontare la ragione sociale del titolare della concessione, non il logo che vedi nella home.
Un altro dettaglio che pochi spiegano: la concessione è personale e non trasferibile, ma può essere ceduta solo con autorizzazione ADM nei casi previsti dalla legge. Quindi se domani un operatore viene acquisito da un gruppo internazionale, l’elenco verrà aggiornato — e il numero di concessione resta lo stesso documento di riferimento.
Come leggere l’elenco pubblico ADM
La prima volta che ho aperto l’elenco ADM, oltre dieci anni fa, sembrava una tabella di Excel mal formattata. Oggi è migliorato, ma resta uno strumento pensato per uso amministrativo, non per il pubblico. Ti racconto come lo leggo io.
L’elenco ufficiale dei concessionari del gioco a distanza è pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nella sezione Giochi. È un documento dinamico: dopo la determina del 17 settembre 2025 che ha assegnato le 52 concessioni a 46 operatori, l’elenco si è aggiornato includendo le nuove ragioni sociali e i nuovi codici. Le colonne che contano sono quattro: ragione sociale del concessionario, codice fiscale o partita IVA, numero di concessione, e (quando disponibile) marchio commerciale.
Quel numero di concessione è la chiave di volta. È quello che devi cercare nel footer del sito di casinò che stai usando. Se il sito riporta un numero che non risulta nell’elenco ADM, hai davanti un problema serio — o un sito non autorizzato, o un’imitazione costruita per ingannare. Non esistono altre opzioni intermedie.
Una cosa che faccio sempre: confrontare anche la partita IVA. È un dato che difficilmente i siti truffaldini riescono a falsificare in modo coerente, perché viene incrociata con i registri delle Camere di Commercio. Se la partita IVA che vedi sul sito non corrisponde a quella associata alla concessione nell’elenco ADM, scappa.
Un’ultima nota tecnica: l’elenco distingue le concessioni “in essere” da quelle “scadute” o “in transizione”. Nel periodo fra novembre 2025 e marzo 2026 — finestra di assegnazione delle nuove concessioni — alcuni operatori risultano contemporaneamente nella vecchia e nella nuova lista. Non è un errore: è il normale meccanismo di passaggio. Per maggiore sicurezza, leggi sempre la data di aggiornamento del documento.
Chi sono i principali operatori italiani
Una volta, in una conferenza, ho sentito un consulente dire che “in Italia il mercato dei casinò online è frammentato”. È vero solo a metà. La frammentazione esiste in termini di numero di concessionari, ma se guardi le quote di mercato la concentrazione è impressionante: i primi quattro operatori si dividono fette di GGR enormi, lasciando il resto a chi cresce piano.
I numeri raccontano una storia precisa. Lottomatica detiene circa il 12,4% del GGR del casinò online italiano; Sisal segue con l’11,9%; PokerStars è intorno al 7,8%; Bgame si attesta sul 5,8%. Significa che quattro nomi controllano oltre un terzo del mercato. Gli altri 42 operatori si dividono i due terzi rimanenti, con quote individuali che oscillano fra il 4% e meno dell’1%.
Questa concentrazione ha implicazioni pratiche per chi paga con Postepay. I quattro grandi hanno cashier maturi, supporto KYC veloce, integrazione con SPID e procedure di prelievo collaudate. Gli operatori più piccoli, anche se perfettamente legali, possono avere cashier meno sofisticati: meno opzioni di filtro, tempi di risposta del supporto più lunghi, sezioni FAQ scarne. Non è un problema di legalità — è un problema di esperienza utente.
Fra i 33 concessionari italiani trovi nomi storici come Snai, Goldbet, Eurobet, Betflag, AdmiralBet e diversi altri che operano dagli anni Duemila. Sono società che hanno attraversato l’era AAMS, la transizione ad ADM nel 2020 e ora la nuova riforma del 2025. Il loro vantaggio è la conoscenza profonda del mercato italiano — sanno cosa serve a chi paga con prepagata e hanno integrato Postepay da molti anni.
Gli operatori stranieri con concessione
Mi chiedono spesso: “ma se è un casinò di Malta, posso fidarmi?”. La risposta è netta — se è nei 46 operatori, sì. Punto. La concessione ADM non distingue fra società italiane e straniere: distingue fra chi ha vinto la gara e chi non l’ha vinta. Dei 46 operatori del nuovo regime, 13 sono stranieri. La maggior parte ha sede a Malta, qualcuno a Gibilterra, alcuni nel Regno Unito.
Cosa cambia per il giocatore italiano? Molto poco, in termini operativi. La società straniera che vuole offrire gioco in Italia deve aprire una stabile organizzazione fiscale italiana, nominare un rappresentante fiscale, pagare le imposte sui giochi italiane, applicare le regole ADM sui controlli AML e sull’autoesclusione, e processare i pagamenti tramite circuiti compatibili con la normativa italiana. In pratica, il giocatore non vede nessuna differenza.
L’unica cosa che noto, da analista, è che alcuni operatori stranieri hanno un cashier multivaluta nascosto sotto il velo italiano. Significa che, anche se a te appare tutto in euro, internamente la transazione potrebbe passare da un conto in un’altra valuta. Per Postepay non è mai un problema — i pagamenti restano in euro lato giocatore — ma può influenzare i tempi di rimbalzo quando un prelievo viene rifiutato.
Un’altra differenza: gli operatori stranieri tendono ad avere portafogli di provider giochi più ampi, perché trattano contemporaneamente più mercati e quindi ammortizzano meglio i costi di integrazione dei provider. Non è una regola, ma è uno schema che si vede spesso.
Verifica il marchio ADM sul sito del casinò
“L’ho visto in basso a destra, c’era il logo, quindi è regolare”. Ho sentito questa frase decine di volte, e ogni volta mi gelo. Il logo ADM non è una garanzia, è un’immagine. Un sito illegale può copiare un logo in dieci secondi. Quello che conta è il contesto in cui il logo appare.
Sul sito di un concessionario serio, il marchio ADM compare nel footer accompagnato da: numero di concessione, ragione sociale, partita IVA, indirizzo della sede legale e link al sito ADM. Spesso c’è anche un secondo logo — quello del gioco responsabile — con percentuale di rischio età (“Vietato ai minori di 18 anni”) e collegamento al RUA. Se uno solo di questi elementi manca, devi insospettirti.
Faccio sempre tre controlli rapidi prima di anche solo aprire la pagina di registrazione: il footer riporta numero di concessione, ragione sociale e partita IVA in modo coerente? L’indirizzo della sede è verificabile? Il link al sito ADM porta davvero al dominio adm.gov.it o a qualcosa di diverso? Su tre risposte affermative, procedo. Su una sola incertezza, mi fermo e cerco un confronto.
Se vuoi approfondire questo aspetto, ho dedicato un articolo intero alla procedura completa di verifica della concessione ADM su un sito di casinò online: cinque controlli rapidi che ti mettono al riparo dalle imitazioni più diffuse.
Una nota finale sui controlli ADM: nel 2024 l’Agenzia ha effettuato 28.031 controlli sull’intero settore gioco, contro i 27.280 del 2023. La pressione di vigilanza è crescente, e si sta spostando progressivamente sul canale online. Per il giocatore, questo significa che la lista dei concessionari non solo è aggiornata, ma è anche monitorata.
Postepay sui 46 concessionari: cosa è vero
Adesso il punto che molti aspettano. È vero che tutti i 46 nuovi concessionari accettano Postepay? La risposta è: la grande maggioranza sì, ma non è automatico. La concessione ADM autorizza un operatore a offrire gioco a distanza — non lo obbliga a integrare uno specifico metodo di pagamento.
Detto questo, Postepay è il metodo più diffuso in Italia: 30 milioni di carte emesse, 3,4 miliardi di transazioni nel 2025. Nessun concessionario serio rinuncia a un bacino così ampio. Nella mia esperienza, quasi tutti i 46 hanno Postepay nel cashier — ma con sfumature: alcuni accettano solo Evolution per i prelievi, altri solo Standard per i depositi, altri ancora gestiscono entrambe le varianti senza distinzione.
Il modo più rapido per saperlo è guardare la pagina “Metodi di pagamento” del singolo operatore, prima di registrarti. Se Postepay è elencata con il suo logo e con le istruzioni per deposito e prelievo, va bene. Se è elencata solo per i depositi, devi mettere in conto un metodo alternativo per i prelievi. Se non è elencata affatto — succede in circa il 5-8% dei casi che ho monitorato — devi rinunciare a quell’operatore o cambiare metodo.
Una statistica che vale la pena ricordare: l’extragettito generato dalle due concessioni aggiuntive (le numero 51 e 52, che hanno superato il limite delle 50 inizialmente previste) ammonta a 14 milioni di euro complessivi, derivanti dal contributo straordinario di 7 milioni per ciascuna. Questo per dire che il sistema concessorio italiano genera entrate fiscali rilevanti — un argomento spesso sottovalutato quando si parla di legalità del gioco online.
Lista concessionari come strumento, non come classifica
L’elenco ADM non è una classifica di qualità, è una soglia minima di legalità. Sapere che un operatore è nei 46 ti dice che paga le tasse, è sottoposto a controlli, partecipa al RUA e applica le procedure AML italiane. Non ti dice se ha buoni bonus, cashier rapido o supporto multilingue. Per quello, devi guardare altrove — partendo, però, sempre dall’elenco.
Il consiglio che dò più spesso è di trattare la lista come un filtro binario: dentro la lista o fuori. Se è dentro, puoi valutare il resto. Se è fuori, qualunque promessa diventa irrilevante. È una regola noiosa, lo so. Ma negli otto anni in cui ho seguito questa nicchia, è la regola che ha protetto più giocatori dalla parte peggiore del mercato.
Dove si trova l"elenco ufficiale dei concessionari ADM?
L”elenco è pubblicato sul sito istituzionale dell”Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nella sezione Giochi. È un documento aggiornato periodicamente dopo ogni determina della Direzione Giochi. Cerca la voce “Elenco concessionari del gioco a distanza” e verifica sempre la data di ultimo aggiornamento riportata nel file.
Un operatore può cambiare ragione sociale mantenendo la concessione?
Sì, ma solo previa autorizzazione ADM nei casi previsti dalla normativa. Il numero di concessione resta lo stesso e funge da identificativo permanente. L”elenco ufficiale viene aggiornato per riflettere la nuova ragione sociale, quindi un confronto fra il sito e l”elenco ADM ti permette sempre di verificare la coerenza.
Tutti i 46 nuovi concessionari accettano Postepay?
La grande maggioranza sì, ma non è un obbligo della concessione. La concessione ADM autorizza l”offerta di gioco a distanza, non impone metodi di pagamento specifici. Nella pratica, viste le dimensioni del bacino Postepay in Italia, quasi tutti gli operatori la integrano per i depositi, alcuni anche per i prelievi.
Vedi anche: casino postepay — concessionari ADM.
Vedi anche: casinò ADM con PostePay e licenza.
